Il codice fiscale.

10Mag08

Il codice fiscale rappresenta lo strumento di identificazione del cittadino nei rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche. L’unico valido è quello rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Nessun sog¬getto esterno quindi è autorizzato a produrre programmi per il calcolo o la stampa del codice.

L’omessa o l’errata indicazione del codice fiscale o l’utilizzo di codici fiscali autonomamente calcolati e non registrati in Anagrafe Tributaria può causare l’irricevibilità o l’inefficacia di domande ed atti pre¬sentati ad uffici pubblici che ne richiedono l’obbligatoria indicazione, oltre a comportare l’applicazio¬ne delle sanzioni previste al riguardo dalla vigente normativa. Solo la corretta indicazione del codice fiscale, effettivamente registrato in Anagrafe Tributaria, permette la puntuale individuazione del sog¬getto e lo scambio di informazioni tra le banche dati delle diverse amministrazioni. Nei confronti dei cittadini consente inoltre l’erogazione dei servizi che ne richiedono l’obbligatoria indicazione.

Il codice fiscale delle persone fisiche è costituito da un’espressione alfanumerica di 16 caratteri, così composta:

 le prime tre lettere sono le prime tre consonanti del cognome; se questo ha meno di tre consonanti, queste sono seguite dalle prime vocali fino ad avere tre caratteri; se il cognome ha due caratteri, il terzo sarà la lettera X;

 lo stesso criterio vale per il nome, che fornisce le seconde tre lettere; se questo è formato da più di tre consonanti, si prendono la prima, la terza e la quarta;

 i primi due numeri sono le ultime due cifre dell’anno di nascita;

 il nono carattere è una lettera che rappresenta il mese di nascita;

 i successivi due numeri sono il giorno di nascita, che per i soggetti di sesso femminile è aumentato di 40 unità;

 i caratteri da 12 a 15 indicano il luogo di nascita (codice del Comune o dello Stato estero);  l’ultimo carattere, alfabetico, ha funzione di controllo.

I cittadini sprovvisti del codice fiscale, che ne abbiano necessità, ne devono chiedere l’attribuzione, rivolgendosi ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Nella richiesta di attribuzione il cittadino deve indicare correttamente le generalità anagrafiche e l’esatto domicilio fiscale, presso il quale verrà recapitata la tessera con l’indicazione del codice fiscale attribuito.

Unitamente alla richiesta, i cittadini italiani o appartenenti ad uno Stato dell’Unione Europea devono esibire un documento di riconoscimento in corso di validità. Per i minori, la richiesta viene presenta¬ta dal genitore, che esibisce il proprio documento d’identità.

I cittadini provenienti dai Paesi non facenti parte della Unione Europea esibiscono in alternativa:

       il passaporto valido, con relativo visto ove prescritto o altro documento equipollente riconosciuto dalle autorità italiane;

       l’attestazione di identità rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare in Italia del paese di appartenenza (con relativa foto dell’interessato);

       il permesso di soggiorno valido;

       la carta d’identità rilasciata dal comune di residenza.

Può accadere, che due (o più) soggetti abbiano dati anagrafici tali da generare lo stesso codice fiscale (OMOCODICI).

In questi casi l’Agenzia delle Entrate provvede ad attribuire a ciascun soggetto un nuovo codice fiscale, calcolato a partire dal codice fiscale “base” comune a più soggetti. La distinzione avviene effettuando, nell’ambito dei sette caratteri numerici, sistematiche sostituzioni di una o più cifre, a partire da quella più a destra, con corrispondenti caratteri alfabetici. L’ufficio in questi casi rilascerà all’interessato una certificazione che esponga con chiarezza la situazione che ha dato origine all’emissione del nuovo codice.

Una volta generato il codice fiscale “omocodice” per ciascuno dei soggetti interessati dall’omocodia, il codice fiscale “base” (generato dall’algoritmo standard di calcolo) non deve essere più assolutamente utilizzato da nessuno dei soggetti perchè non sarebbe possibile, né per l’Anagrafe Tributaria né per ogni altro soggetto pubblico o privato che lo utilizzi, distinguerne il soggetto di riferimento.

Sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate è disponibile (alla voce Servizi – codice fiscale) il program-ma di controllo della correttezza formale del codice fiscale; questo può essere utilizzato e integrato da Enti e Amministrazioni nei propri sistemi informativi, per la verifica di codici fiscali, anche se generati da una risoluzione di omocodia.



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