Taglio ICI e detassazione straordinari: decreto legge 93 del 27 maggio.

29Mag08

Tre miliardi di euro per tutelare il potere di acquisto delle famiglie. Da oggi in vigore il pacchetto fiscale messo a punto dal Governo, che prevede il taglio dell’Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari. La manovra di primavera è contenuta nel decreto legge 93/2008 pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, composto da sei articoli, include il prestito ponte all’Alitalia e la rinegoziazione dei mutui e fornisce una mappa dettagliata della copertura dei costi delle misure varate dal Cdm di Napoli la scorsa settimana.

I fondi per il finanziamento della detassazione dell’Ici e delle componenti variabili della retribuzione ammontano a circa 2,4 miliardi di euro per il 2008 e 2,2 miliardi per il 2009. Questi derivano dalla riconversione del piano per le infrastrutture in Calabria e Sicilia, che consente un risparmio di 1,4 miliardi, e dal rimodellamento di alcune disposizioni dell’ultima Finanziaria e del decreto "milleproroghe".

Abolizione dell’Ici sulla prima casa e stop all’aumento dei tributi locali

Sul versante dell’abolizione dell’Ici sull’abitazione principale, per far fronte agli 1,7 miliardi di gettito fiscale in meno per gli enti locali, il decreto prevede un piano di rimborso per i Comuni tramite un fondo ad hoc inserito nel bilancio del ministero dell’Interno. I criteri e le modalità di erogazione delle somme verranno stabiliti entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del dl fiscale.

Restano escluse dal taglio dell’imposta le abitazioni signorili (A1), le ville (A8) e i castelli (A9). Lo sgravio dell’Ici valica il limite della nozione letterale di "abitazione principale". L’esonero è infatti esteso anche ad alcune ipotesi a essa assimilabili. Sono riconducibili alla nozione di unità immobiliare adibita a dimora abituale del contribuente anche alcune precise tipologie di immobili, tra cui quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti a abitazione principale dai soci assegnatari, gli immobili degli Iacp regolarmente assegnati, l’ex casa coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato. In quest’ultimo caso, l’equiparazione prevista in favore del coniuge non assegnatario vale purché lo stesso non possieda l’abitazione principale nello stesso comune dove è ubicata l’ex casa coniugale. La misura include anche gli immobili che i regolamenti comunali assimilano ad abitazioni principali, tra cui le case possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscano la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che le abitazioni non risultino locate. Inoltre, resta ferma la possibilità per i Comuni di considerare come abitazioni principali quelle concesse in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela.

Restano congelate le addizionali e gli aumenti di tributi e aliquote per regioni ed enti locali, in attesa della definizione dei contenuti del nuovo patto di stabilità interno. Non rientrano nel blocco gli aumenti destinati alle regioni in deficit e quelli inseriti negli schemi di bilancio di previsione già presentati dalle Giunte al Consiglio per l’approvazione.

Detassazione sperimentale di straordinari e premi di produttività

Dal primo luglio al 31 dicembre di quest’anno i lavoratori del settore privato pagheranno in via sperimentale un’imposta del 10% su straordinari e premi produttività entro il limite complessivo di 3mila euro lordi. Nel dettaglio, rientrano nel nuovo piano di tassazione le somme erogate dalle aziende per prestazioni di lavoro straordinario, supplementare o per prestazioni rese in base a clausole elastiche e riferite esclusivamente a contratti di lavoro a tempo parziale. L’agevolazione si applica soltanto ai lavoratori del settore privato che hanno un reddito da lavoro dipendente non superiore, relativamente al 2007, a 30mila euro. La manovra consente aumenti in busta paga tra 200 e 800 euro l’anno.

Mutui prima casa rinegoziabili

Entro 30 giorni, il ministero dell’Economia e l’Abi stipuleranno una convenzione che permetterà la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile accesi per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale. Questa misura, applicabile dalla prima rata successiva al primo gennaio 2009, comporta la riduzione dell’importo delle rate del mutuo a un ammontare pari a quello della rata ottenuta applicando all’importo originario del mutuo il tasso d’interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati in base al contratto del 2006. La somma così calcolata resta invariata per tutta la durata del mutuo.

La differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano originario di ammortamento e quello risultante dalla rinegoziazione è addebitata su un conto di finanziamento accessorio al tasso che si ottiene in base all’Irs a 10 anni, alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 per cento. Nell’ipotesi in cui il saldo sia a favore del mutuatario, la differenza sarà imputata a credito sul conto di finanziamento accessorio.

L’eventuale debito del conto accessorio sarà rimborsato dal cliente con rate costanti di importo uguale all’ammontare della rata. Le banche e gli intermediari finanziari che aderiscono alla convenzione avranno da oggi tre mesi di tempo per formulare ai clienti le proposte di rinegoziazione. Queste ultime sono esenti da imposte e tasse. Banche e intermediari finanziari non dovranno applicare costi ai clienti.

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